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Una tazza di tè può insegnare più della fretta

  • Immagine del redattore: Suzette Monet
    Suzette Monet
  • 13 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

Una tazza di tè può insegnare più della fretta.

In rari pomeriggi d'inverno, smetto di scrivere e metto l'acqua a scaldare. Non è una pausa che mi concedo per stanchezza. È un rito piccolo, quasi impercettibile, che mi riporta a un tempo in cui non correvo dietro a niente.

In un pomeriggio di quelli grigi che a Milano sanno essere lunghissimi, ho preparato un tè nero, di quelli forti, un po' affumicati. Ho scaldato la tazza prima di versarlo; una tazza fredda "ruba calore al tè prima ancora che tu possa berlo". L'ho fatto quasi meccanicamente. Poi mi sono seduta, ho aspettato che si intiepidisse quel poco che serve per non scottarsi, e in quell'attesa breve di due, tre minuti al massimo è tornato un ricordo che non cercavo.

Ero bambina, in cucina a Parigi, e tenevo le mani intorno alla tazza senza bere, solo per sentirne il calore passare nel palmo. Il tè si beve due volte: la prima con le mani, la seconda con la bocca: quel gesto costringe a fermarsi, a guardare fuori dalla finestra, a lasciare che i pensieri si posino come le foglie di tè sul fondo della tazza.

Quel pomeriggio, con la mia tazza tra le mani, ho guardato la pioggia sui vetri per un tempo che normalmente non mi concedo mai, tra una scadenza e l'altra. E in quei minuti non ho pensato a nulla di produttivo. Ho solo sentito il calore, il profumo, il ricordo di Parigi che tornava senza essere chiamato.

Non serve un rito complicato per fermarsi. Serve solo la disponibilità a lasciare che un gesto piccolo faccia il suo lavoro: rallentarci, riportarci a un corpo che sente invece che a una mente che corre. Una tazza di tè, un caffè preparato con calma, un bicchiere d'acqua bevuto guardando il cielo sono tutti piccoli rituali che, se li lasciamo respirare, diventano soglie. Da un lato la fretta, dall'altro la memoria.

E voi, qual è il vostro piccolo rituale quotidiano, quel gesto minimo che vi ferma, anche solo per un minuto, e vi riporta a qualcuno o a qualcosa? Raccontatemelo qui sotto: mi piace immaginare quante tazze, quante tazzine, quante piccole soste si nascondono nelle vostre giornate.


 
 
 

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