I miei libri, scaricabili online, e una nuova voce in arrivo, che raccontano l'emotivogastronomia da prospettive diverse.
Api Ribelli
Le api non chiedono il permesso per esistere. Questo libro nasce dalla crisi ecologica come pretesto per parlare di intelligenza collettiva, resistenza silenziosa e ciò che succede quando un sistema smette di ascoltare le sue parti più fragili

Anna Magnani mangiava...
Un ritratto di donna attraverso il cibo, scritto con la stessa franchezza con cui Magnani viveva: senza grazia decorativa, senza scuse. La carbonara come atto di libertà, la notte come unico momento in cui una donna può mangiare davvero senza essere guardata.

La fame che ulula piano

Una fame che non urla, non si impone, non chiede scusa: si fa sentire a bassa voce, con quella ostinazione silenziosa che ha tutto ciò che è essenziale. Questo libro esplora il desiderio come forza vitale, non il bisogno di cibo, ma il bisogno di senso che il cibo porta con sé.
Il Riso: storia, cultura, sapore
Un chicco che ha attraversato civiltà, oceani, rivoluzioni agrarie e tavole quotidiane senza mai perdere la sua natura essenziale. Un viaggio nella storia e nella cultura del riso che rivela come certi ingredienti non siano mai solo cibo: sono geografie, memorie collettive, identità sedimentate nel tempo.

Lezioni di gusto
Senti, senti, senti
Il titolo viene da mio nonno Roberto, chef milanese con una stella a Parigi, che insegnava ad assaggiare prima ancora di cucinare. Questo libro è la grammatica di quella lezione: come il cibo parla, come il corpo ascolta, come l'emozione a tavola non è accessorio ma sostanza.

Il gusto non si insegna: si incontra, si attraversa, si impara a riconoscere. Queste lezioni non sono esercizi accademici — sono inviti a fermarsi, a prestare attenzione, a capire che ogni cosa che mettiamo in bocca porta con sé una storia che il palato può imparare a leggere.

Emotivogastronomia - il Manifesto
Gastronomia Emotiva — Il Manifesto
Il testo fondativo dell'emotivogastronomia: la dichiarazione che il cibo non è nutrimento, non è estetica, non è tendenza: è linguaggio emotivo, memoria somatica, identità culturale. Da qui è partito tutto.

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Food is our First Language
Before words, before concepts, before the ability to name what we feel — there is food. The first language we all speak, without grammar, without rules, without the need for translation. This book is a journey into that original vocabulary: the one the body learns before the mind, and never truly forgets.

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