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 L'Atelier Emotivogastronomico è uno spazio di lavoro sul cibo e le emozioni come realtà inscindibili — presenti nello stesso istante, nello stesso boccone, nello stesso silenzio a tavola.

Non è una scuola. Non è un'associazione. È un luogo dove si riconosce l'esperienza gastronomica per quello che è davvero: un atto emotivo complesso, che merita attenzione, linguaggio e cura.

Chi entra all'Atelier conosce già l'emotivogastronomia — o la sente, anche senza averle ancora dato un nome. Lavora nel mondo del cibo con serietà e apertura. Non cerca visibilità né vantaggi. Cerca qualcosa di più difficile da trovare: una comunità di pari che condivida una visione.

L'Atelier non è per tutti. È per chi è disposto a guardare il proprio lavoro con occhi nuovi.

Chi partecipa porta via una cosa sola — ma non piccola: un modo diverso di vivere l'esperienza gastronomica. Più consapevole, più preciso, più umano.

L'Atelier Emotivogastronomico è fondato e diretto da Suzette Monet.

FAQ  EMOTIVOGASTRONOMIA

Cos'è l'emotivogastronomia?
È la disciplina che studia il cibo come linguaggio emotivo, memoria culturale e identità somatica. Non è psicologia del cibo, non è nutrizione, non è critica gastronomica. È un campo autonomo, con un metodo proprio, fondato sull'idea che ciò che mangiamo, e come lo mangiamo, dica qualcosa di preciso su chi siamo e su cosa sentiamo.

In cosa consiste una sessione Paesaggio Emotivo a Tavola?
Porti un piatto, reale o ricordato. Insieme lo analizziamo: la sua struttura sensoriale, il contesto in cui esiste nella tua vita, la genealogia emotiva che si è depositata attorno a lui nel tempo. Usiamo la Ruota delle Emozioni Alimentari per dare un nome esatto a quello che quel piatto muove in te. Novanta minuti, online o in presenza.

A chi è rivolta l'emotivogastronomia?
A chiunque mangi, vale a dire: a tutti. In modo particolare a chi lavora nel cibo, nella comunicazione gastronomica, nella formazione, nella psicologia, nel design dell'esperienza. E a chiunque abbia un piatto che torna, che pesa, che manca, e non sappia ancora bene perché.

Serve sapere cucinare?
No. L'emotivogastronomia non riguarda la tecnica. Riguarda il senso.

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  • Numero 0 · Autunno 2026 · La memoria

  • Numero 1 · Gennaio 2027

  • Numero 2 · Aprile 2027

  • Numero 3 · Luglio 2027

Cosa trovi in ogni numero

  • L'Editoriale

  • Il Saggio

  • La Parola Intraducibile

  • Suzette relit les classiques

  • Emotivogastronomia in viaggio

  • Voci dall'Atelier

  • Il Filo — Brigade of Culinary

  • L'Oggetto che Sente

  • Il primo boccone

  • Cucinare con un'emozione

  • Messa a tavola

Arriva A.E. — la mia rivista

Ottobre 2026. Segnatevelo.

A ottobre esce il Numero 0 di A.E. — Atelier Emotivogastronomico, la rivista trimestrale che ho fondato e che dirigo, interamente dedicata all'emotivogastronomia.

Un progetto a cui penso da tempo. Un progetto che ha preso forma lentamente, con la cura che merita, e che oggi è realtà.

A.E. è una rivista online, scaricabile gratuitamente. Trimestrale: un numero per ogni stagione. Il Numero 0 uscirà in autunno, e il tema — non poteva essere altrimenti — è La memoria.

Perché l'emotivogastronomia nasce proprio lì, in quel posto preciso dove il cibo smette di essere nutrimento e diventa ricordo, emozione, identità. È lì che voglio portarvi, numero dopo numero.

Questo progetto non sarebbe quello che è senza le persone che ci hanno creduto prima ancora che esistesse. Gli amici più cari, quelli che mi hanno ascoltata, incoraggiata, spinta avanti nei momenti in cui l'ambizione sembrava più grande delle forze. A loro va la mia gratitudine più sincera — sanno già chi sono.

Qui sotto trovate la bozza di copertina del Numero 0. È ancora una bozza, ma dice già tutto quello che questa rivista vuole essere.

Se volete essere i primi a sapere quando esce ogni numero, non vi resta che seguirmi.

A ottobre ci vediamo qui.

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