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Parigi, Milano, Torino

  • Immagine del redattore: Suzette Monet
    Suzette Monet
  • 6 giu
  • Tempo di lettura: 2 min


Parigi, Milano, Torino: tre cucine, tre identità 


Sono tre città in cui ho vissuto anni fondamentali della mia vita. Ognuna rappresenta una parte importante del mio sviluppo emozionale, culturale e lavorativo. Non tutte le città cucinano. Queste sì. E, come sempre accade a chi cucina, raccontano di sé attraverso il cibo.

Parigi è seduzione allo stato puro. Si mostra dando di se stessa l’immagine migliore, quella tutta luci e brillantini. Qui è nata la mia emotivogastronomia. Qui ho imparato a sedermi a tavola e ad ascoltare ciò che il cibo ha da dirmi, a lasciare andare le emozioni e a renderle memoria. A Parigi ho imparato quanto sia importante l’estetica del piatto. È una città che ti seduce al primo sguardo, prima ancora di assaggiare, ma…non promette nulla. Ti serve il piatto e resta al tavolo, per vedere se lo meriti.

A Milano la seduzione non interessa. Non ha tempo da perdere. Ha mille cose da fare, mille programmi da realizzare. Cucina e aspetta che tu dica:”Va bene ci sono”.

Ti invita a sedetti e ti chiede: “Di cosa ti occupi? Quali sono i tuoi progetti immediati?” Milano ha fatto del cibo il suo linguaggio e di chi lo assaggia uno ‘status’.

Il risotto allo zafferano è leadership, l’aperitivo è pratica condivisa che rafforza l’identità di gruppo. Milano sta sempre lavorando a qualcosa e fa del cibo il suo manifesto. Qui ho imparato a sedermi con spirito di affermazione realistica.

Torino fa una cosa completamente diversa. Ti accoglie senza seduzione, senza palesare efficienza. Elegante e silenziosa, ti abbraccia. Ti comprende, cucina per te e non fa domande. A Torino ho imparato la maturità del sapore. Ho imparato a sedermi a tavola in compagnia di me stessa.

Parigi mi ha insegnato la seduzione, Milano l'organizzazione, Torino l’intensità.

Per Parigi la vita è teatro, una salsa lucida sotto i riflettori.

Per Milano la vita è un progetto, un risotto che assorbe i sapori.

Per Torino la vita è un ricordo, un cioccolato che vela il palato.

Le cucine di queste città si sono depositate, strato dopo strato, nella mia anima.

Non mi sento di appartenere ad una di loro più che a un’altra. Mi sento parte dei loro racconti.

Ognuna merita di essere assaggiata per essere capita.

Parigi è illuminata dal burro, Milano si infiamma con lo zafferano, Torino è ombreggiata dal cacao.

Parigi, Milano e Torino mi hanno insegnato a cucinare il mondo.

Non scelgo una città. Scelgo ciò che mi hanno insegnato a diventare.



 
 
 

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